Love Is the Answer

Photo by Thomas R. Stegelmann - CC License
Photo by Thomas R. Stegelmann – CC License

C’è un modo per toccare con mano le contraddizioni del rosa. Provate a spiegare che genere di libri scrivete a qualcuno che non vi conosce (e che non è un lettore forte). Io ci sono passata, per forza di cose, ed ecco come è andata. Vi riporto le mie risposte e, in corsivo, il modo in cui venivano interpretate.

1. “Scrivo storie sentimentali e mi firmo con uno pseudonimo.” Scrive libri erotici.

2. “Ho iniziato a scrivere commedie romantiche.” Scrive sceneggiature cinematografiche.

3. “Sì, adesso scrivo romanzi rosa.” Scrive cretinate.

4. “Scrivo per una casa editrice femminile che pubblica solo in digitale.” Scrive storie lesbo.

5. “Scrivo romance ma più sul genere women’s fiction per una piccola casa editrice digitale.” Non la legge nessuno. 

Le ho provate tutte, ve l’assicuro. Ho provato a fare le virgolette in aria con le dita, a usare un’espressione divertita, complice, serissima, rassegnata. Niente. Non riuscivo a farmi capire.

Dopo qualche riflessione, sono giunta alla conclusione che non sia la storia a fare il genere, ma l’editore, la copertina, lo scaffale in cui la troviamo. Sì, perché tutti corteggiano e pubblicano il rosa, ma quasi nessuno lo dice (con poche eccezioni, fra cui Emma Books). Gli autopubblicati sono romance finché li trovi on line, ma quando arrivano sugli scaffali delle librerie con un colpo di bacchetta magica del marketing diventano quasi sempre commedie romantiche.

Tutti insomma appiccicano la propria etichetta al rosa. Ne ha addosso più dei cartellini del prezzo su un articolo alla fine dei saldi. E il lettore, proprio come alla fine dei saldi, ha un po’ la sensazione che lo stiano fregando.

Così un giorno, al momento di dare la fatidica risposta, mi sono ricordata di John Lennon. Ho alzato il mento, sorriso, sfoderato il mio sguardo battagliero.

“Scrivo storie d’amore.” Scrive storie d’amore.

Ha funzionato! E mi hanno guardato perfino con un certo rispetto.

Ma allora, c’è davvero bisogno di tante etichette? Siamo proprio sicuri che il rosa e la libreria siano incompatibili? Signori maghi del marketing, date retta a John anche voi. Love is the answer. You got to let it, you got to let it go…

Annunci

10 thoughts on “Love Is the Answer

  1. Cara Mara (ma sai che suona strano?)
    sei divertente come al solito, però nelle prime righe, risate a parte, mi ci sono ritrovata tantissimo. Già se non ti trovano su tutti gli scaffali delle librerie (le “vere” librerie, mica quelle on line), sembra che tu non scriva davvero, ma poi se dici di scrivere rosa…oh, mamma!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...