La sposa spadaccina

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Maria Masella ha una bibliografia sterminata e soprattutto è una scrittrice trasversale, capace di passare da un genere all’altro, oltre a essere una donna di grande intelligenza e spirito critico. E so che non si tira mai indietro quando c’è da insegnare qualcosa. Così per presentare il suo brano rosa e femminista, che trovate qualche riga più sotto, ho pensato di ricorrere alle sue stesse parole, perché sapevo – e avevo ragione – che avrei avuto soltanto da imparare. Eccole qui:

Rosa e femminismo?

Nei rosa di un tempo erano frequenti le protagoniste in posizione subalterna, come prigioniere o giovinette impoverite, infermiere o segretarie; il “grande riscatto” si otteneva spesso facendo innamorare il protagonista. Lui comandava ma lei era “signora del suo cuore”. Attualmente questo schema è diventato sia meno rigido sia più raro.

Nei rosa storici, pur rispettando i codici di comportamento dell’epoca, le protagoniste prendono le redini della propria vita o, almeno, cercano di prenderle, riconoscendo di essere importanti come persone, non soltanto come “appendici” di un uomo.

Nei rosa contemporanei molte protagoniste hanno un lavoro anche importante. Un lavoro è indipendenza economica, quindi libertà di pensiero, d’azione, di scelta: libertà in potenza se non ancora in atto! Aspettano l’Amore (siamo in territorio rosa) ma nel frattempo vivono.

Da La forza dei sogni, di Maria Masella (Mondadori, 2014), ambientato in provincia di Genova nel 1853:

Dante era rivolto verso l’altare, da anni non metteva piede in una chiesa e si sentiva un commediante della peggior specie.

Dal brusio capì che la sposa era arrivata e si voltò ad accoglierla.

Teresa aveva alle spalle la luce del mattino più brillante di quella delle candele e delle lampade. Era in tutto la sua bella spadaccina. I meravigliosi capelli la ornavano come un manto prezioso e nessun fronzolo superfluo mascherava la sua bella figura.

Contravvenendo alle regole non rimase fermo ad aspettarla ma mosse verso di lei.

Non sentì i commenti a mezza voce e non li sentì neppure Teresa.

Soltanto Costaguta tossicchiò, come sempre quando era in imbarazzo, e poi disse: — Ve l’avrei consegnata, non temete!

E quella matta di Teresa spinse indietro il velo a scoprire il viso e di fronte a tutta la comunità disse a voce abbastanza chiara da essere sentita da molti: — Consegnata! Proprio come un oggetto! — E posò la mano sul braccio che Marana le porgeva. — Andiamo a fare quello che dobbiamo.

Lidia armeggiò nella borsettina cercando i sali perché si sentiva svenire, dando di gomito al marito per il suo infelice commento; Beatrice abbassò il viso rosso di vergogna… Marco non sapeva dove guardare.

Nessuno ricordava che una sposa si fosse comportata in modo simile.

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7 thoughts on “La sposa spadaccina

  1. Adoro la Masella, la sua arguzia, intelligenza e signorilità, adoro il suo stile pretto, sia nei romance che nei gialli.
    La adoro anche se come gusti preferisco le autrici straniere dalla scrittura adrenalinica e hard, tipo la Ward per intenderci.
    Il che è tutto dire.

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