Note sul Noir/2

Foto Lea Lonza
Foto Lea Lonza (CC)

di Maria Masella

Due parole guida per chi scrive (e legge) noir (e non solo).

Se dico due intendo due: coerenza e movente.

La mancanza di coerenza allontanerà chi legge noir e un buon approfondimento sul movente inviterà ad acquistarne altri tuoi.

Spesso la lettrice e il lettore leggono velocemente, a spizzichi, ma di solito chi legge noir ha buona memoria e un buon allenamento a riesaminare mentalmente i fatti narrati, disponendoli in ordine cronologico anche se li ha incontrati in ordine diverso. Mi spiego meglio: in una storia è normale fare riferimento a eventi precedenti, anzi a più eventi precedenti, e non sempre si cita prima il più antico. Spesso c’è un lavorio di scavo a ritroso nel tempo. Ecco, parlando con chi legge noir, ho riscontrato la tendenza o la capacità a risistemare gli eventi e in modo cronologicamente corretto.

Quindi chi legge noir trova abbastanza facilmente incongruenze temporali e spaziali.

Come risolvere il problema di fornire un romanzo impeccabile (si spera)?

Che siate “da scaletta” o “all’arrembaggio” (come me) è opportuno, dopo aver scritto la parola fine (che scriverete molte volte!), aprirsi un file nuovo e scrivere la storia del delitto. Un chiaro elenco puntato e numerato in cui non compare il romanzo, ma proprio il delitto.

Esempio? Il mio primo Mariani, Morte a domicilio.

  • anni prima Mariani, durante un’indagine sull’omicidio di una prostituta (X), commette l’errore di rendere pubblico l’agendina della vittima, in cui compare anche il nome di una donna (Y) che ha abbandonato il mestiere, si è sposata, ha una figlia e continua a frequentare la prostituta X perché le “fa i capelli”
  • la leggerezza di Mariani distrugge la vita di Y: il marito si uccide per la vergogna, uccidendo anche la bambina
  • Y, anni dopo, tenta il suicidio buttandosi dal balcone. Non muore ma trascorre molto tempo in ortopedia dove conosce la madre di Mariani (volontaria AVO). Comincia a pensare alla vendetta.

Non procedo oltre perché è già chiaro che non ho lavorato al meglio. Riprovo. (Chiaro perché ho consigliato PC e non carta e penna?)

  • una donna (Y) abbandona il mestiere di prostituta, si sposa, ha una figlia. Continua a frequentare una ex collega (X) soltanto perché le “fa i capelli”
  • qualche anno dopo X viene uccisa.
  • Mariani, durante le indagini, commette l’errore di rendere pubblico l’agendina della vittima, in cui compare anche il nome di Y
  • la leggerezza di Mariani distrugge la vita di Y: il marito si uccide per la vergogna, uccidendo anche la bambina
  • Y, anni dopo, tenta il suicidio buttandosi dal balcone. Non muore ma trascorre molto tempo in ortopedia dove conosce la madre di Mariani (volontaria AVO). Comincia a pensare alla vendetta.

In pratica questo è l’antefatto che Mariani e chi legge scopriranno poco per volta.

Lo stesso lavoro deve essere realizzato per ogni delitto, mettendo ordine nei passi dell’assassino che scopriremo poco alla volta e non sempre nella sequenza in cui li ha fatti. Soltanto rileggendoli si possono trovare incongruenze temporali o spaziali.

Ora si rilegge il romanzo e accanto a ogni punto di quello che fra me chiamo SCHEMA (sì, lo penso maiuscolo) indico in quale pagina del romanzo si scopre quello che lì è detto. Quante volte mi sono accorta di non aver mai scritto nel romanzo un passo importante importantissimo dell’assassino! O di averlo scritto più di una volta (le azioni dell’assassino sempre una volta, non di più per non confondere. Se è qualcosa che riguarda il movente, la ripetizione aiuta). Lo conoscevo ma avevo dimenticato di inserirlo a forza di dire “lo metto dopo che è meglio”.

Quando dico che la revisione di un noir è laboriosa, esagero?

Il movente alla prossima puntata, se interesserà.

In attesa della prossima puntata, se volete leggere le prime Note sul noir di Maria Masella, le trovate qui.

morte a domicilio

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