L’amore pigro

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L’amore dei padri è pigro. Arriva fin dove arrivano le braccia, fin dove riescono a toccare, è come la pozza di luce di una lampadina, non riesce a spingersi oltre il cerchio che proietta. Le madri sanno amare anche dove non vedono e non sanno. I padri no. I padri amano con gli occhi e con le mani, e quando hanno paura di non stringere più nulla lasciano che il loro amore si trasformi in gelosia e in rancore. Perché sei scappata via, perché ti sei portata via il loro cuore, perché sei cresciuta.

Ferma nel suo studio, Giulia capì che il padre in realtà non era arrabbiato con lei, era arrabbiato con se stesso, perché non era più capace di amarla. O forse sì, forse ne sarebbe stato ancora capace, solo che lei avrebbe dovuto farsi piccola e tornare sotto la sua luce, e lei non l’aveva mai fatto, perché non sarebbe stato giusto. Eppure in quel preciso istante non desiderava altro che tornare piccola, un palmo di carne grande quanto il cuore di suo padre, delle dimensioni adatte per il suo amore pigro e spaventato.

Mara Roberti, Frittata alle ortiche, Emma Books.

Frittata alle ortiche

5 risposte a "L’amore pigro"

  1. Ho un padre così, con cui da anni non ho più un legame e devo dire che ormai ho perso ogni speranza di poter “sistemare” le cose. Credo non esista soluzione, l’amore dei padri ha davvero dei limiti insuperabili.

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  2. È un amore grande, ma ha dei limiti, sono d’accordo. È un amore pigro. Ma ogni tanto è bello tornare a farsi piccine e godersi il loro cerchio di luce. Spero che tu riesca a “sistemare” le cose, un giorno. L’unico modo, credo, è accettare quei limiti. Grazie per il tuo commento!

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