Meglio sole che ben accompagnate

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Foto Claus Tom Christensen (CC)

Donna sola è un ossimoro, come piacere disgustoso o lucida follia. A differenza di questi ultimi, però, è un ossimoro che prelude a sventure e tragedie. Le racchiude, in qualche modo. La donna sola si fa ammazzare, si fa violentare, si caccia nei guai. La donna sola, è evidente, non sta bene. Ha qualche problema. Nella migliore delle ipotesi, non ha trovato nessuno che se la pigli.

Ricordo ancora le telefonate quando decisi di andare a vivere da sola, superati i vent’anni da un pezzo. Quando scoprivano che i miei genitori vivevano nella stessa città, nessuno voleva più affittarmi la stanza. Se te ne vai di casa avrai già i tuoi problemi, mi disse una tizia. Ci rimasi malissimo. No, non avevo nessun problema. Andavo d’accordissimo con i miei genitori. Solo mi sembrava che fosse arrivato il momento di stare da sola. Non avevo capito che il problema era tutto lì, in quella parola. Sola. Che poi sola un corno, visto che ho passato l’anno successivo a difendere il mio scaffale in frigo.

Ai tempi comunque non mi soffermai troppo sulla faccenda. Ci arrivai qualche anno dopo, al funerale di mio padre. Quando una cara amica si avvicinò e mi disse Tranquilla, voi siete tre donne forti. Eccola, ce l’avevo sotto il naso e non l’avevo vista. La tragedia nella tragedia. Non avevamo perso soltanto nostro padre. Avevamo perso l’unico uomo della famiglia. Tre donne sole, e come si fa, pensavano probabilmente in molti. Tre donne sole sono vittime per definizione, come potranno mai cavarsela, così ingenue e sprovvedute, senza una salda mano maschile che le guidi?

La questione insomma rimane. Me la sono ritrovata di nuovo sotto il naso un’infinità di volte, viaggiando da sola, leggendo dell’omicidio delle due ragazze argentine nello stesso posto in cui ero stata con un’amica, perfino incappando in un post apparentemente innocuo come questo.

donna sola

Quale tragedia può mai spingere una donna a voler restare sola? Quale grave forma di isteria e di malattia mentale? Ma soprattutto, quanto può essere brutta una donna che vuole stare da sola? Brutta dentro e brutta fuori, si intende. Quanto dev’essere egoista, sventata, imprudente, meschina, arida, una donna che decide, chessò, di trascorrere il suo tempo a leggere e andare alle mostre, a viaggiare e andare al cinema, da sola? Per forza che poi le succede qualcosa di brutto. Come si fa, siamo sinceri, a non pensare che se l’è meritato almeno un po’?

La gravidanza delle donne non dura nove mesi, nossignori. La nostra è una gravidanza eterna. Noi restiamo incinte tutta la vita, ogni volta che un uomo si sente in diritto di dirci che cosa dobbiamo fare e perché abbiamo bisogno di lui. Siamo incinte quando ci considerano deboli, con la mente offuscata. Siamo incinte quando protestiamo e ci dicono di darci una calmata, di non fare le isteriche. Siamo incinte ogni volta che ci tarpano le ali facendoci sentire in colpa, spaventandoci, mettendoci paura, chiudendoci in casa. Noi te l’abbiamo spiegato per bene, poi, se ti succede qualcosa, non venire anche a lamentarti.

Una donna sola è un’anomalia, una stranezza della natura. Una chiocciola senza conchiglia, un cono senza gelato, un Moscow Mule senza zenzero. La strada verso i diritti delle coppie omosessuali è lunga e in salita. Ma quella verso il diritto della donna a non stare in coppia lo è ancora di più, se possibile.

Eppure il bellissimo post con cui ragazza paraguaiana ha dato voce alle due turiste uccise racconta una storia diversa. La storia di migliaia di donne che hanno sempre viaggiato sole e continueranno a farlo. La paura che ci portiamo dentro non ci appartiene, è fatta della stessa sostanza dei sensi di colpa con cui ci hanno tenute buone. Liberiamocene. Possiamo scegliere di farlo per tutte le donne a cui hanno fatto il processo da morte. Possiamo farlo per le nostre figlie e le nostre nipoti e le figlie delle nostre amiche. Ma sarebbe ancora più bello se lo facessimo solo per noi stesse, per una volta. Anche perché significherebbe che dobbiamo iniziare a farlo da subito.

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17 thoughts on “Meglio sole che ben accompagnate

  1. Viaggiare da sole? Non scopri solo nuovi posti dove andare. Scopri e conosci meglio te stessa.
    Certo, ti guardano con malcelata compassione: poveretta, non ha proprio un cane con cui viaggiare? Oppure, ti osservano con livore: Deve essere una rompicoglioni che nessuno sopporta. Se le succede qualcosa, sono cavoli suoi, stiamo alla larga.
    Adoro viaggiare da sola, mangiare da sola al ristorante. Sono una compagnia deliziosa, me lo dico sempre.

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    1. Quanto è vero… No, non ci arrendiamo. L’hashtag #ViajoSola e il post di quella ragazza sono stati una sferzata, triste, ma anche di ottimismo. Siamo tante, e stiamo uscendo sempre di più allo scoperto. E quel che è più importante, ci facciamo forza a vicenda! Grazie!

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  2. Concordo con tutte le tue parole, brava!
    Anche a me capita di andare a vedere una mostra o altre iniziative DA SOLA (perché mai dovrei rinunciare se non c’è nessuno, in quel momento, disponibile ad accompagnarmi??)

    Un sorriso
    Ondina 🙂

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  3. Viaggio da sempre, sola o con amiche o con amici. Per me non ha mai fatto differenza. Il problema è nella testa deglia altri. Nella mia c’è il viaggio, le cose viste, le persone incontrate, le esperienze fatte. E continuerò a viaggiare, sola o accompagnata, senza sentire alcuna differenza. Ricordo gli sguardi dei beduini del deserto o quelli delle donne berbere velate alla mia maglietta con le maniche corte ma non mi sono mai lasciata intimidire o scoraggiare. C’è così tanta idiozia nel mondo… e per fortuna tanta forza in noi donne. La strada è lunga ma non impossibile!

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  4. esistono donne single per scelta, esistono donne single perchè non hanno ancora trovato la persona giusta esattamente come gli uomini, e poi esistono le coppie (felici e meno felici). E tutti meritano rispetto

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