Chiara Ferragni e la F-word

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Valentina Ferragni, Giorgia Marin e Chiara Ferragni (CC)

No, la parola non è Fuck, quella si può dire tranquillamente.

È un’altra la parola impronunciabile che comincia con la F, quella che prima di scriverla devi consultare le bibbie social se vuoi metterti al riparo da attacchi feroci. Quella che si può dire solo dopo un paio di genuflessioni e a mani giunte, impegnandosi a dare tutta te stessa alla causa da quel giorno in avanti, senza vacillare e senza lasciarti indurre in tentazione da scarpe e rossetti.

Quindi no, non ci sperate, non dirò che Chiara Ferragni è femminista. Non penso che lo sia. Anche se credo che lo sia più lei di Fabio Fazio, che comunque il modo per infilare una sua foto in mutande in trasmissione l’ha trovato, anche solo per dire che no, non è mica quello il punto.

Non dirò che Chiara Ferragni è femminista, anche se sono convinta che lo stesso percorso fatto da un uomo gli avrebbe attirato un decimo delle critiche, ammesso e non concesso che sarebbero arrivate. Non dirò che Chiara Ferragni è femminista e non dirò che la sua è una bella favola della self made woman e non dirò neanche che è intelligente (anche se penso che lo sia).

Allora che cosa c’entra, mi direte voi, la parola con la F?

C’entra perché ci sono alcuni punti su cui maschilismo e f……… finiscono stranamente per convergere. Uno è l’ozio femminile, inammissibile su entrambi i fronti, di cui ho già parlato qui, l’altro è l’idea che la donna oltre a mostrarsi impegnata in qualche nobile causa (che si tratti dei suoi diritti o della pulizia del pavimento) debba sempre e comunque essere d’esempio. La donna un po’ santa e un po’ puttana, insomma, che quando non si distingue per le gioie del sesso deve essere almeno un modello di virtù. La donna che in fondo è sempre un po’ mamma, la mamma di tutti, perché anche se non ha sfornato figli vorrà se non altro dispensare buoni consigli e valori edificanti.

A un uomo è concesso di essere superficiale, al massimo si beccherà del cretino, ma non susciterà tanto livore, tanta rabbia. Non è che Fedez si dedichi a salvare il mondo, eppure non suscita commenti feroci e indignati come Chiara Ferragni. Perché a una donna non si perdona di non essere andata nello spazio come Samantha Cristoforetti o non aver diretto un osservatorio astronomico come Margherita Hack. Una donna che si dedica alla moda, poi, anche nei panni di influencer e imprenditrice, diventa l’emblema del Male. Non importa che sfili sulle passerelle o che disegni i vestiti, per un certo tipo di femminismo (non tutti, ovviamente) non c’è poi tanta differenza fra le due cose, soprattutto se la donna in questione è attraente e ben vestita. Altro punto su cui un certo tipo di femminismo e un certo tipo di maschilismo (il più bieco) finiscono per coincidere. La donna per essere rispettata deve scordarsi di avere un corpo e un bel faccino, altrimenti poi che non venga a lamentarsi se le succedono certe cose.

Non me ne vogliate, ma io non voglio che mia figlia diventi a tutti i costi una scienziata o che vada sulla Luna o che diriga il CERN. Se lo farà sarò orgogliosa di lei, come sarò orgogliosa di lei se si dedicherà ad altro, a qualunque cosa che la renda felice e che la faccia sentire realizzata. Non ho intenzione di insegnarle che Chiara Ferragni è il male e che Jane Goodall e Rita Levi-Montalcini sono il bene. Le racconterò di tutte e tre e di tante altre donne che hanno avuto successo e determinazione, le dirò che non deve lasciare che nessuno la ingabbi in un ruolo, in quanto donna e in quanto persona, le dirò che può essere superficiale ogni tanto e che c’è un’età in cui è giusto e normale che lo sia, cercherò di insegnarle a mettere sempre un pizzico di follia nella sua vita, a credere nell’impossibile, a non lasciarsi incantare dai complimenti sul suo aspetto e a diffidare degli uomini che si fingono femministi e poi sbandierano la sua foto in mutande. Le insegnerò a difendere il suo tempo, perché sarà l’unica a farlo, a difendere il suo diritto a oziare e quello a lavorare. Le insegnerò che ha il diritto di essere felice e di difendere le sue idee. E le insegnerò a essere coraggiosa.

Non le dirò che deve sempre e comunque essere un esempio per chi la circonda, ma solo essere se stessa.

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3 thoughts on “Chiara Ferragni e la F-word

  1. Non sapevo chi fosse quella bella fanciulla prima della trasmissione da Fazio, ma penso sia giusto e condivisibile quello che dici. Un altro esempio, che forse solleva ancora più polemiche è quello della Boschi: una donna che sia bella, intelligente e anche impegnata in politica resta indigeribile a molti. o sei bella (e allora anche stupida), oppure se vuoi fare politica, almeno devi essere come la Camusso!

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    1. A me Chiara Ferragni piace. La trovo brava, e anche molto intelligente. C’è in giro troppa rabbia “a prescindere” che viene buttata addosso a chi “si vede”. Inoltre ha molto successo e questo suscita invidia. La sostanza delle critiche è il vuoto assoluto. Auguri alla brava Chiara Ferragni.

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