Femminismo del cactus

Finalmente ho la risposta alla domanda che fa precipitare nel silenzio anche la relatrice più agguerrita e preparata, al termine di una conferenza. La domanda che tutti temono perché nessuno sa che cosa rispondere. L’interrogativo che agita i sonni di più di una blogger.

Qual è il futuro del femminismo? ci si chiede un po’ ovunque. Che femminismo possiamo lasciare alle nostre figlie? Come sarà il femminismo del futuro?

Ora lo sappiamo, signore. Abbiamo la risposta che cercavamo. Il femminismo del futuro sarà un femminismo del cactus.

Sì, proprio del cactus.

Dopo essersi liberate delle emozioni per sembrare più credibili (le donne, eh, non le femministe, che poi mi saltano tutte alla giugulare nei commenti), dopo aver rinchiuso i figli nell’armadio a muro ogni volta che ricevevano una telefonata di lavoro, sembrava che il più fosse risolto. E invece no. Non avevamo fatto i conti con Instagram e con i selfies. E con le copertine di Vanity Fair.

Ora, è evidente che non si può essere femministe e tirar fuori le tette, insomma, mi sembra ovvio… che cosa c’entrano le tette con le donne, santo cielo? Almeno ci fosse stato un neonato affamato nei paraggi, così forse poteva avere un senso. Invece no, niente neonati. Come Emma Watson, con tutti i suoi discorsi sulle donne e He for She. E poi prende e si spoglia! Mica si fa spogliare o qualche presentatore burlone le solleva il vestito, così ancora ancora. No, ha fatto tutto lei. 

Comunque, visto che togliere anche la libera iniziativa alle donne, dopo le emozioni, sembrava brutto, si è deciso che può essere femminista solo chi non ha le tette. È sembrata la soluzione più logica.

A quel punto restava ancora un sacco di gente che poteva chiamarsi femminista, ma gli uomini quando hanno visto scomparire le tette se ne sono andati anche loro in massa. 

Chi vuole combattere per i diritti delle donne, rischiare la pelle sui social ogni giorno e sentirsi dare della vecchia frustrata inacidita che non scopa abbastanza? Incredibilmente, nessuno si è fatto avanti.

Era rimasto il cactus, però, e corrispondeva perfettamente alla descrizione. Niente emozioni, niente figli, niente tette, spinoso e pungente quanto basta. 

E non si fa neanche un selfie.

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4 thoughts on “Femminismo del cactus

  1. Amaro riso. Per fortuna poi c’è un bellissimo femminismo inclusivo che cresce e si fa sentire, e abbraccia sia chi ha le tette, sia chi non le ha, sia chi le gradirebbe (sia chi le mostra, sia chi no. Eccetera eccetera). Quello è il futuro. A chi blatera e punta il dito restano i cactus (ahi!). Abrazos! 🙂

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