Cara Rosapercaso

Cara Rosapercaso, quando arriva l’estate essere mamme è così complicato. Se vado al mare con i bambini mi dicono che sono una fancazzista che si fa mantenere dal marito. Se resto a lavorare e mando loro da mia suocera significa che non li vedo per almeno due settimane, perché i miei suoceri sono in Puglia e il biglietto costa. E allora mi sento in colpa e mi dicono che sono una cattiva madre. Qualunque cosa faccio, sbaglio. Che cosa dovrei fare secondo te?

Mamma in ferie

Cara Mamma in ferie, prima regola della Mamma: la mamma ha sempre ragione. Seconda regola della Mamma: la mamma sbaglia sempre. Quindi rassegnati. Non mi hai scritto se lavori e che lavoro fai e quanto ti piace il tuo lavoro. Che cosa è meglio per te, per tuo marito, per tua suocera, per i bambini? Se va bene a voi, quello che dicono gli altri non conta.

Non devi decidere necessariamente tu e non devi portare il peso di quella decisione, che sarà di tutti. Se scegli di andare al mare con i bambini, goditi le vacanze e non ammazzarti di stanchezza perché ti senti in colpa. Se li lasci da tua suocera, ripeti a te stessa che non li hai mica abbandonati sul ciglio di un’autostrada.

E soprattutto, qualunque decisione prenderete, non sentirti in colpa!

Spero di esserti stata utile, forse no, ma facci sapere e grazie per avermi scritto. Noi siamo qui. A presto!

2 risposte a "Cara Rosapercaso"

  1. Concordo assolutamente con te, Roberta.
    Che la mamma faccia quello che le sembra giusto condividendo con i suoi cari e del giudizio altrui si disinteressi grandemente.
    Mi piace tantissimo a riguardo la bellissima e illuminante favola di Esopo
    IL CONTADINO, IL FIGLIO E L’ASINO
    che per comodità copio qui sotto:
    Un vecchio faceva il cammino con il figlio giovinetto.
    Il padre e il figlio avevano un unico piccolo asinello: a turno venivano portati dall’asino ed alleviavano la fatica del percorso.
    Mentre il padre veniva portato e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti li schernivano: “Ecco,” dicevano “un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto”.
    Il vecchio saltò giù e fece salire al suo posto il figlio suo malgrado.
    La folla dei viandanti borbottò: “Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito”. Egli, vinto dalla vergogna, costringe il padre a salire sull’asino.
    Così sono portati entrambi dall’unico quadrupede: il borbottìo dei passanti e l’indignazione si accresce, perché un unico piccolo animale era montato da due persone.
    Allora parimenti padre e figlio scendono e procedono a piedi con l’asinello libero.
    Allora sì che si sente lo scherno e il riso di tutti: “Due asini, mentre risparmiano uno, non risparmiano se stessi”.
    Allora il padre disse: “Vedi figlio: nulla è approvato da tutti; ora ritorneremo al nostro vecchio modo di comportarci”.

    Un sorriso e buona estate
    Ondina :-*

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