Ma lo smalto no

Donna, partorirai con dolore e morirai su un’asse di legno in mezzo al mare e all’indifferenza e all’odio, e avrai accanto il corpo che avevi partorito.

Avrai una maglietta a righe e il corpo segnato dalle ore in acqua e la faccia all’ingiù, per non vedere e non essere vista, ma a nessuno importerà niente di te.

O forse ti salverai e sbatteranno il tuo viso stravolto in prima pagina, gli occhi ancora sgranati sul fondo dell’umanità, quando il mare e gli uomini ti avranno abbandonata a te stessa e poi neanche più a quello. Ma non importerà niente a nessuno.

A meno che tu non ti metta o non ti lasci mettere uno smalto rosso. Chi sei, tu, relitto portato dal mare, per osare tanta frivolezza. Come osi far tuo un simbolo di femminilità e ostentarlo sulle tue dita nere, che fino a poco prima stringevano un’asse e il ricordo di una vita intera.

Lo smalto no. Puoi indossare la rabbia e la disperazione e la morte. Puoi indossare abiti laceri e la stanchezza e la fame. Possiamo perdonarti la dignità nello sguardo, la forza degli uomini e il silenzio. Possiamo perdonarti perché ci hai guardati negli occhi e perfino le tue accuse e il vuoto che scavi dentro le nostre vite.

Ma lo smalto no. Perché lo smalto è femminilità e quindi svagatezza e superficialità. Non possiamo perdonare la complicità femminile di chi te l’ha messo, la tua vanità nell’accettarlo, la provocazione delle tue unghie rosse. Non abbiamo intenzione di condividere con te la leggerezza di quello smalto rosso, il desiderio di piacere a se stessa, la gioia della sopravvivenza tradotta in bellezza.

Se vuoi viaggiare fra la vita e la morte potrai essere uomo, potrai essere madre, ma non ostentare il tuo essere donna. Quello smalto rosso parla di un piacere e di una leggerezza colpevoli, e se stentiamo a perdonarlo a una donna, quel bastare a se stessa implicito nelle tue unghie rosse, quel bisogno di leggerezza e di bellezza reclamato con furia, che non arriva a farsi oggetto di desiderio ma solo desiderio di vita, credi davvero che potremo perdonarlo a un corpo ripescato dal mare? Se vuoi farti perdonare per essere sopravvissuta, comincia col rinunciare al tuo orgoglio di donna.

8 risposte a "Ma lo smalto no"

  1. Ti ringrazio per questo post bellissimo, e soprattutto per la frase “la gioia della sopravvivenza tradotta in bellezza”. Sono sopravvissuta a una cosa bruttissima e mai come nel periodo successivo a quell’episodio mi sono presa cura del mio corpo, involucro di un’anima rotta. Ma certa gente non capirà mai.

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  2. Bellissima riflessione che condivido nelle idee e sul mio profilo Fb. Immagino sia scaturita da qualcosa che hai letto o di cui si è discusso e che mi è sfuggito…Da qualche parte si è polemizzato per lo smalto sulle unghie di una sopravvissuta ad una traversata, davvero? Dove?

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  3. Sei fortunata ad essertelo perso! Hanno fatto girare una foto in cui una donna salvata da Open Arms aveva lo smalto rosso, insinuando che fosse tutta una montatura e che non ci fosse stato nessun salvataggio e nessun morto.

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  4. Certo… e 6 milioni di ebrei si sono felicemente trasferiti alla Galapagos mentre un manipolo di fantasiosi li immaginava morire nelle camere a gas!…

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