Il femminismo secondo Rosapercaso

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1 – Se non ti ritrovi nel femminismo, non pensare di non essere femminista, pretendi che il femminismo ti assomigli.

2 – Per essere femministe non serve essere forti, emancipate, intraprendenti. Si può essere femministe ed essere fragili, stanche, casalinghe, bisognose, romantiche…

3 – Siamo femministe ogni volta che decidiamo di uscire dagli schemi che la società ha tracciato per noi. Siamo femministe coraggiose e generose quando tendiamo una mano e cerchiamo di aiutare le altre donne a fare lo stesso.

4 – Le battaglie femministe sono anche quelle che combattiamo contro noi stesse, contro i sensi di colpa, contro la sensazione di tradire gli altri e le loro aspettative, contro la solitudine delle nostre ribellioni, contro gli insegnamenti con cui ci hanno cresciute, contro il bisogno dell’approvazione altrui.

5 – Femminista e romantica si può e si deve. I diritti della donna non iniziano dove finisce la coppia, al contrario, è proprio nel cuore della coppia e della famiglia che diventano fondamentali. Quando diventa necessario liberarsi della Sindrome dello Strofinaccio e iniziare a pensare a noi anche prima di aver provveduto a tutti tutti tutti i bisogni altrui (e di inventarcene di inesistenti quando sono finiti).

6 – Il corso di autodifesa più importante per una donna è quello che può fare da sola, convincendosi di avere il diritto di dire di no. Che la forza che le è servita per sopportare sarà sempre meno di quella che le servirà per salvarsi.

7 – Siamo femministe sempre, e quando ci sentiamo sole, sbagliate e fuori posto, probabilmente lo siamo più che mai.

8- Serve un movimento che abbia visibilità sociale e politica, ma è altrettanto necessario un femminismo domestico, intimo e quotidiano, che non ci faccia sentire sbagliate, che non ci chieda di rinnegare le nostre debolezze, che non pretenda niente da noi e si limiti ad accompagnarci.

9 – Ascoltare le donne, ascoltarle davvero, è il gesto più femminista che ci sia. Per questo non può esistere una femminista uguale all’altra, perché non esiste una donna uguale all’altra.

10 – Ricordiamoci che non siamo sole, neanche quando combattiamo in silenzio. È il mondo che è declinato al maschile, non siamo noi che siamo sbagliate.

5 risposte a "Il femminismo secondo Rosapercaso"

  1. Sono in macchina, nel gorgo satanico delle 18 che è davvero un inferno. La strada è a due corsie, una per senso di marcia. Ma nella mia corsia, nel mio senso di marcia, non si marcia proprio per nulla: le macchine parcheggiate sul ciglio la occupano interamente così che le due corsie sono ridotte ad una, a senso alternato. Ma anche il senso alternato in realtà non è alternato manco per niente: un autobus rimane praticamente incastrato e si blocca tutto l’ambaradan.
    È così che inizia la protesta a suon di clacson via via sempre più forti per far spostare le macchine ‘parcheggiate’ e ripristinare la viabilità.
    Ecco io sono incastrata nel gorgo, nel senso opposto all’autobus, confidando che le ultime briciole di senso civico degli sciagurati li convincano a rimuovere le macchine in sosta selvaggia.
    A qualcuno potrà sembrare inverosimile, e invece no. Io ci sono abituata. Sono abituata ad incazzarmi così almeno 2 volte al giorno, tipo pillola: prima e dopo i pasti. Solo che oggi, uno sciagurato- non pago del casino che ha combinato – si è anche risentito delle rimostranze via clacson e, quando finalmente si è deciso a liberare la strada mi ha appellata così:
    – PUTTANA –
    Non mi ha detto cose tipo ‘cazzo vuoi, faccio quello che mi pare, stai zitta brutta stronza’. A queste anche ci sono abituata. No, l’ominide ha proprio detto ‘PUTTANA’ e lo ha detto a me sola mentre rimuoveva la sua auto che bloccava il passaggio di una ventina di altre autovetture (me compresa).
    Ecco, queste sono cose che mi lasciano senza parole. E niente, non riesco a reagire perché non è prevaricazione e basta (a quella reagisco), no è proprio diretta a me perché sono donna e non devo dare fastidio, neppure se l’ominide ha torto marcio!!!
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  2. Il mondo è declinato al maschile e infatti come scrive mgd (abbrevio) non ci chiamano stronze ma con un ruolo che il patriarcato ha inventato per noi quello di prostitute. Bel post Roberta 🙂

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