Quello che le donne sentono

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“Se non volevi essere molestato, potevi evitare di metterti quella maglietta aderente, no?”

“Copriti un po’ i pantaloni, per favore, ti stanno guardando tutte.”

“Vai tranquillo, con quel culetto lì puoi dire quello che vuoi alla riunione.”

“Quello lo dà via con niente.”

“E i tuoi amici? Sono carini come te? Perché non chiami anche loro?”

“Questa posizione richiede la disponibilità a viaggiare, trasferte all’estero, riunioni con i clienti anche di sera e nel fine settimana. Lei è padre di due figli, quindi non avrà una disponibilità così ampia, giusto?”

“Perché non impari qualcosa dal tuo amico Paolo. Lui sì che sa come far godere una donna.”

“Cioè, siamo usciti a cena, ti ho ascoltato tutta la sera, ho riso delle tue battute, ti ho pure accompagnato a casa e adesso mi vieni a dire che non posso scoparti?”

“Lo sanno tutti come hai fatto carriera, sempre a mettere in mostra gli addominali…”

“Se continui a ingrassare così, poi per forza che tua moglie ti lascia.”

“Con quel pigiamone sei proprio in tenuta antistupro!”

“Sotto i venti centimetri non è vero amore.”

“Questo ora si sposa, quasi quasi lo licenziamo subito, capace che si mette a figliare.”

“Avanti, era solo una palpatina, era un complimento, no? Che permaloso…”

“Dai, facci divertire un po’. Non fare il guastafeste, abbassa i pantaloni e facci sognare.”

“Se insisti ad avere quel caratteraccio, non troverai nessuna che ti sposa.”

“Dovresti metterli sempre quei jeans belli attillati davanti, come piace a noi donne.”

“Con quegli argomenti che hai fra le gambe, come faccio a non assumerti?”

“Sei carino, ma dovresti sorridere più spesso, sai?”

“Potresti aprire un po’ di più la camicia e mostrare i pettorali, con tutto il ben di Dio che hai, no?”

“Dai, ammettilo che ti è piaciuto.”

“Quando ti decidi a fare un figlio?”

 

Allora, uomini, siate sinceri, che effetto fa?

(Grazie come sempre al gruppo Facebook di Rosapercaso, da cui sono tratti quasi tutti gli esempi.)

 

copertina fazzoletti rossi

 

 

7 risposte a "Quello che le donne sentono"

  1. fa un brutto effetto. infatti queste frasi non le ho mai dette

    un apprezzamento positivo sul tuocorpo è gradito se viee da determinate persone all’interno di determinati contesti, è invece sgraditissimo se proviene da altre persone in altri contesti e vale per uomini e donne

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  2. Credo che se queste “allusioni” “battute” venissero fatte ripetutamente da gran parte delle donne mi farebbero sentire fortemente a disagio, in una sorta di condizione di minoranza…il disagio lo proverei dal fatto che (se lo facessero tutte) per la società diventerebbe normale essere giudicati con un atteggiamento aggressivo, da qui la sensazione di essere in minoranza…minerebbe tutte le mie sicurezze…non mi piacerebbe per niente. Questo post mi ha colpito.

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  3. La rigrazio. Credo solo che questo tipo di comportamenti e battute siano un triste modo di esternare l’ossessione per la virilità che noi maschi ereditiamo da secoli di società patriarcali. Riscrivere i rapporti tra i generi, eliminare la società patriarcale, libererebbe anche noi maschi da questo “giogo” ossessivo di dominio e competitività che finisce col danneggiare chi è intorno a noi e ci autodistrugge. Non siamo in grado di confrontarci con le nostre fragilità perchè non siamo educati alle emozioni, all’ampatia, e di fronte ai problemi siamo abituati ad eliminarli, non ad affrontarli come invece siete in grado di fare voi donne. Rinunciare ai nostri “privilegi” sociali paradossalemente permetterebbe a noi maschi di essere più liberi e più completi (accetteremmo la parte emotiva che fa parte dell’essere umano e non saremmo più “castrati”).

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  4. oggi in occidente gli uomini le esprimono eccome le emozioni (certo che un uomo può piangere, ma chi piange molto non è più sensibile di chi per indole piange poco

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  5. non si tratta solo di piangere, ma si tratta di imparare a guardare la nostra interiorità, e su questo punto noi uomini siamo molto meno preparati rispetto alle donne. Bisogna imparare non solo ad esprimerle le emozioni ma anche essere capaci di gestirle, e la società non incentiva questo…cresciamo e diventiamo uomini rinunciando a una componente di interiorità “femminile” che fa parte di noi, e ciò rende l’identità maschile molto parziale e purtroppo a volte pericolosa.

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