Cara Rosapercaso

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Cara Rosapercaso,

qui va tutto a tappe da raggiungere.

Laurearsi, trovare un lavoro, andarsene di casa… O si viene considerati dei falliti.

Trovare un uomo, sposarsi, avere dei figli… O si viene considerate donne fallite.

La vita come una sacca da riempire. Strana questa società italiana. Fatta di dimostrazioni, di un accumulare continuo, fatta di competizioni e fatta di fare.

Pian pianino le donne stanno iniziando a camminare sicure, contando su se stesse e mettendosi in prima linea, credendo in quei loro meravigliosi cromosomi X che le rendono innanzitutto persone per loro stesse e per il loro operato.

Una tua vicina seguace.

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Cara Rosapercaso

letters-1390463_1280-604995076.jpgCara Rosapercaso,

ho letto tutti i commenti al tuo post su quel che si perde con la maternità, uno per uno, qualcuno anche più di una volta, e mi ha preso una tristezza terribile. Io non sono madre e non so se lo sarò mai, non per scelta, per una serie di situazioni che me l’hanno impedito.

Come si affronta una mancanza simile? Lo chiedo a te e alle tue lettrici, che riescono sempre a trovare la risposta giusta. Mi sembra che tutto quello che avete guadagnato voi come madri, la capacità di vincere la paura, la consapevolezza, la serenità, il ritrovarsi nei figli moltiplicando il proprio stile, sia esattamente quello che mi manca. È davvero così? E se è così, come se ne esce, come si esce da questo grande vuoto che ogni tanto sembra volermi inghiottire?

Grazie a tutte, per le vostre risposte.

 

Cara Rosapercaso

letters-1390463_1280-604995076.jpgCara Rosapercaso, ho cinquantun anni e non ho avuto figli e vorrei tanto poter dire che non ne ho avuti perché non ne volevo, perché volevo viaggiare e godermi la vita ed essere irresponsabile. E per un po’ ho cercato di convincermi che fosse così. Sono figlia unica e non ho neanche nipoti, quindi di bambini in casa proprio non ne girano. Così mi sono detta che a me piaceva restare da sola e vivere da sola, che era solo per questo che non avevo trovato l’uomo giusto. Ho girato mezzo mondo e mi sono data alla pazza gioia, ho fatto l’adolescente a quarant’anni ed è stato divertente, ma lo ammetto: a me rende felice prendermi cura degli altri, non restare da sola. Io sono felice quando cucino torte su torte e ogni tanto sforno teglie intere di tortine, che poi vado a regalare ai vicini perché non riesco a finirle e diventano dure.

Non so neanch’io bene perché ti scrivo. Forse perché ho finalmente ammesso con me stessa che avrei voluto tanto essere mamma, poche balle, e non lo sono diventata e non lo diventerò mai. E ammetterlo da sola faceva troppo male. Avevo bisogno di scriverlo a qualcuno. Grazie.

 

Posta per caso

Cara Rosapercaso, sono stanca, sono stanca morta e lo so che la colpa è mia, le mie amiche mi dicono che devo delegare di più, imparare a perdere il controllo, ma non ci riesco. Mio marito è bravissimo e mi aiuta molto, dà una mano in casa e con i bambini, ma il peso ricade comunque su di me e non so più come uscirne. Ho sempre il muso, sembro sempre arrabbiata e mi spiace. Ma sono troppo stanca per essere anche allegra. Che cosa dovrei fare secondo te?

Francesca

Cara Francesca, immagino che tuo marito non abiti con te, visto che dici che ti dà una mano. Perché se viveste insieme non ti darebbe una mano, farebbe semplicemente la sua parte.

Le tue amiche hanno ragione, ma ti capisco, ci sono passata. Poi a un certo punto mi sono accorta che davo più importanza al come che al cosa. In realtà non mi stancava fare le cose, mi stancava farle bene. Ho capito che moralizzavo tutto, in un certo senso, ne facevo sempre una questione di principio. Ora cerco di pensare più al cosa che al come e un po’ aiuta. Ma la strada è lunga e difficile. E comincia smettendo di dire, e di pensare, che tuo marito ti aiuta! 🙂

Rosapercaso

Cara Rosapercaso

Cara Rosapercaso, quando arriva l’estate essere mamme è così complicato. Se vado al mare con i bambini mi dicono che sono una fancazzista che si fa mantenere dal marito. Se resto a lavorare e mando loro da mia suocera significa che non li vedo per almeno due settimane, perché i miei suoceri sono in Puglia e il biglietto costa. E allora mi sento in colpa e mi dicono che sono una cattiva madre. Qualunque cosa faccio, sbaglio. Che cosa dovrei fare secondo te?

Mamma in ferie

Cara Mamma in ferie, prima regola della Mamma: la mamma ha sempre ragione. Seconda regola della Mamma: la mamma sbaglia sempre. Quindi rassegnati. Non mi hai scritto se lavori e che lavoro fai e quanto ti piace il tuo lavoro. Che cosa è meglio per te, per tuo marito, per tua suocera, per i bambini? Se va bene a voi, quello che dicono gli altri non conta.

Non devi decidere necessariamente tu e non devi portare il peso di quella decisione, che sarà di tutti. Se scegli di andare al mare con i bambini, goditi le vacanze e non ammazzarti di stanchezza perché ti senti in colpa. Se li lasci da tua suocera, ripeti a te stessa che non li hai mica abbandonati sul ciglio di un’autostrada.

E soprattutto, qualunque decisione prenderete, non sentirti in colpa!

Spero di esserti stata utile, forse no, ma facci sapere e grazie per avermi scritto. Noi siamo qui. A presto!