Chi è senza peccato lanci il primo download

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Ogni tanto, dopo aver scritto la lista della spesa, mi stupisco di non trovare il pdf già scaricabile on line da qualche sito di pirateria (cosa che peraltro mi farebbe un gran comodo, considerato che di solito dopo averla scritta la dimentico a casa). Questo per dire che non c’è bisogno di essere famosi per essere piratati, succede un po’ a tutti, un altro dei vantaggi di questa strana forma di democrazia digitale.

La prima volta che ho trovato un mio libro piratato ero quasi orgogliosa (ma era prima di capire che piratano cani e porci), la seconda ho provato qualcosa di molto simile all’umiliazione. Era Le regole degli amori imperfetti, in cui c’è molto di me, comprese le ore che ho dedicato a riscriverlo almeno tre volte. È stato un po’ come impiegare un giorno intero a fare la torta migliore che sai fare e vederla spiaccicata sotto le ruote di un camion. Quindi, sì, certo, condivido appieno il post di Valentina D’Urbano sugli scaricatori seriali. E ogni volta che ho affrontato l’argomento ho detto anch’io che un’alternativa esiste e sono le biblioteche, dove almeno le copie vengono conteggiate. Ma…

Sì, c’è un “ma”. Un ma grosso come una casa, a dire il vero. Anzi, lungo come tutti i film che una mia amica ogni tanto ha visto di straforo on line. I documentari. Qualche canzone. Le immagini! Quanti scrittori pronti a indignarsi per i pdf scaricati illegalmente usano immagini protette da copyright per promuovere i loro libri?

Allora? Come la mettiamo adesso?

Io continuo a consigliarvi le biblioteche (biblioteche che peraltro danno in prestito anche i film che la mia amica ha visto gratis) o la strategia Ryanair per il prezzo degli ebook (si veda il mio post qui) e continuo a sentirmi un po’ umiliata quando vedo il frutto del mio lavoro lì in bella mostra su qualche sito equivoco. Ma non accuso più nessuno. Non me la prendo più. Piuttosto chiedo a chi leggerà il mio libro, anche gratis, di consigliarlo se gli è piaciuto, di parlarne, di dargli un’eco (che secondo la mia teoria equivale al messaggio, nell’era dei social). Non è facile per me dirlo e sarà ancora meno facile provare a pagare la mia padrona di casa con l’eco dell’affitto, ma credo che sia la cosa più onesta che posso fare. Oltre a consigliare caldamente alla mia amica di scaricare qualche film in meno illegalmente.

Perché l’onestà è contagiosa. Perfino più dei virus che rischiate di beccarvi scaricando il mio libro gratis.