Ma lo smalto no

Donna, partorirai con dolore e morirai su un’asse di legno in mezzo al mare e all’indifferenza e all’odio, e avrai accanto il corpo che avevi partorito.

Avrai una maglietta a righe e il corpo segnato dalle ore in acqua e la faccia all’ingiù, per non vedere e non essere vista, ma a nessuno importerà niente di te.

O forse ti salverai e sbatteranno il tuo viso stravolto in prima pagina, gli occhi ancora sgranati sul fondo dell’umanità, quando il mare e gli uomini ti avranno abbandonata a te stessa e poi neanche più a quello. Ma non importerà niente a nessuno.

A meno che tu non ti metta o non ti lasci mettere uno smalto rosso. Chi sei, tu, relitto portato dal mare, per osare tanta frivolezza. Come osi far tuo un simbolo di femminilità e ostentarlo sulle tue dita nere, che fino a poco prima stringevano un’asse e il ricordo di una vita intera.

Lo smalto no. Puoi indossare la rabbia e la disperazione e la morte. Puoi indossare abiti laceri e la stanchezza e la fame. Possiamo perdonarti la dignità nello sguardo, la forza degli uomini e il silenzio. Possiamo perdonarti perché ci hai guardati negli occhi e perfino le tue accuse e il vuoto che scavi dentro le nostre vite.

Ma lo smalto no. Perché lo smalto è femminilità e quindi svagatezza e superficialità. Non possiamo perdonare la complicità femminile di chi te l’ha messo, la tua vanità nell’accettarlo, la provocazione delle tue unghie rosse. Non abbiamo intenzione di condividere con te la leggerezza di quello smalto rosso, il desiderio di piacere a se stessa, la gioia della sopravvivenza tradotta in bellezza.

Se vuoi viaggiare fra la vita e la morte potrai essere uomo, potrai essere madre, ma non ostentare il tuo essere donna. Quello smalto rosso parla di un piacere e di una leggerezza colpevoli, e se stentiamo a perdonarlo a una donna, quel bastare a se stessa implicito nelle tue unghie rosse, quel bisogno di leggerezza e di bellezza reclamato con furia, che non arriva a farsi oggetto di desiderio ma solo desiderio di vita, credi davvero che potremo perdonarlo a un corpo ripescato dal mare? Se vuoi farti perdonare per essere sopravvissuta, comincia col rinunciare al tuo orgoglio di donna.

Dopo toccherà alle donne

Non finirà con i migranti e le vaccinazioni e il taser, lo sappiamo, vero?

Dopo toccherà alle donne.

Si dirà che è per la nostra sicurezza, che in una terra infestata di migranti le donne non possono essere libere e sicure al tempo stesso. Non scendono forse dalle navi proprio per venire a violentarci tutte quante? Le donne dovranno restare in casa, evitare le strade buie, non uscire da sole, farsi accompagnare.

Ci avviseranno che prelevare con il bancomat è pericoloso e che è meglio farlo con un uomo accanto. Forse penseranno perfino a dei bancomat rosa, che le donne possono usare da sole e da cui è possibile prelevare solo una cifra irrisoria.

Ci convinceranno che abbiamo bisogno di un uomo, che si prenda cura di noi, che ci protegga. Era soltanto ieri, non dimentichiamolo, che le donne spagnole avevano bisogno del permesso del marito per aprire un conto in banca e firmare un contratto di lavoro.

Poi ci vedranno sperdute e un po’ annoiate, e ci daranno gli strumenti per sentirci utili e a posto con la coscienza. Ci spiegheranno che cosa fa di noi una donna forte ed encomiabile e degna di ammirazione, riempiranno così i nostri vuoti di senso, sostituiranno la nostra solitudine perduta con un senso di appartenenza e di utilità sociale. Elogeranno il nostro essere madri e mogli, il nostro ruolo imprescindibile nella famiglia, ci inchioderanno alla necessità di un esempio e al bisogno di approvazione.

In cambio dell’autonomia ci daranno sicurezza, in cambio della libertà una medaglia, in cambio dei nostri sogni complimenti di seconda mano e un ruolo che non ci appartiene e ci va abbastanza stretto da farci dimenticare il resto.

E tutte le altre saranno pazze, streghe, folli pericolose che si meritano tutto ciò che di male potrà loro accadere. Perché dove non c’è posto per i diritti delle persone non ce n’è nemmeno per la libertà delle donne.

Dopo toccherà alle donne e ci sarà solo un modo per essere libere: disobbedire.