La strada del volersi bene è lastricata di buone intenzioni

La strada del voler bene è lastricata di buone intenzioni, proprio come quella dell’inferno. Scorrono sotterranee dietro i nostri gesti e i nostri discorsi, scavando gallerie di sensi di colpa e di dilemmi silenziosi, come tante termiti.

Ogni tanto una buona intenzione centra il tiro e grida vittoria, perché ha strappato un sorriso, un grazie, magari perfino un ti voglio bene. Ma il più delle volte si ritirano silenziose, senza sapere se sono state notate, se qualcuno si è accorto di loro.

La strada del volersi bene è lastricata di buone intenzioni perché più ne metti in fila e più arrivi lontano, fino in fondo agli amori più cocciuti, quelli che non si lasciano amare, che non si lasciano coccolare, che si riparano dietro un’ostilità capricciosa ma necessaria.

La strada del volersi bene è costellata di buone intenzioni perché quando si passa ai fatti si sbaglia sempre, ci si ferisce a vicenda scagliandosi addosso le proprie debolezze e le proprie paure.

L’amore e l’affetto sono egoisti, parlano in prima persona, gridano, non ascoltano, hanno sempre paura di correre troppo rapidi verso la fine, senza sapere che la fine non la vedi arrivare, non è in fondo alla strada, è una trappola che ti si spalanca sotto i piedi dopo una parola o un gesto banali, che non sembravano tanto importanti un attimo prima.

Le buone intenzioni sono come i cani randagi, quando non vengono ignorate di solito si beccano un calcio.

Quando ti perdi, però, quando hai bisogno di tornare a orientarti anche se non sei sicura di voler andare da nessuna parte, le buone intenzioni a saperle riconoscere ti indicano la strada da seguire. E ti riportano a casa.

L’amore che cigola

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Foto di Andrew Stawarz (CC)

Sposa l’uomo che ti invia i messaggi al mattino, consiglia un bel post di Huffington Post, che però mi ha fatto sentire subito vecchia. E un po’ cinica.

Ho provato a prenderla in modo romantico, giuro. Ma non ce l’ho fatta. Ecco, per esempio, se un uomo appena sveglio pensa a me non mi verrebbe da dire che sono proprio le sue azioni a parlare. Certo, ci siamo quasi. Fa anche rima. Ma i messaggi delle sei del mattino diventano subito molto meno romantici con quell’immagine anatomica in testa. Comunque non importa, il senso non era questo, è ovvio. Certo che contano più delle parole, azioni o erezioni che siano.

Quindi sì, giusto, è importante che sia un uomo affidabile, pratico, concreto. Per questo esistono peraltro alcune prove infallibili (molto più efficaci, se posso permettermi, dei messaggi delle sei).

Se gli dite tre cose di fila, se ne ricorda più di una? Sa trovare da solo i cucchiaini che sono nel cassetto delle posate al solito posto? Conosce l’ubicazione anche approssimativa del cesto del bucato?

E infine la prova del fuoco, quella definitiva: messo davanti a una maglietta taglia quattro anni e a un’altra maglietta taglia quattro anni ma del pigiama, è in grado di distinguerle?

Se ha superato tutte queste prove, allora sì, vale la pena di farci un pensierino. O forse no?

Meritiamo di sentirci amate, niente di più vero. Ed è vero che con gli anni l’amore si nasconde nei piccoli gesti, scivola sul fondo, in secondo piano, dietro il caos della vita di tutti i giorni. Ma è sempre lì, pronto a fare capolino quando meno te lo aspetti. Nella tua marca di patatine preferite che ricompare ogni volta in fondo al mobile in cucina o nell’ultima fetta di pizza spinta verso di te sul piatto.

Come diventa piccolo e semplice dopo un po’, l’amore. Abbastanza piccolo da non intralciarci troppo nello stress di tutti i giorni, abbastanza semplice da non avere bisogno di agende e di appunti, ma capace di farti sentire accompagnata, sempre, fosse anche solo dalle buone intenzioni o dal coperchio del water sollevato.

Perché poi, nell’assenza, saranno queste le tracce dell’amore che lo riporteranno improvvisamente in vita. Un biglietto di scuse per il disordine con la promessa mai mantenuta di rimettere a posto, un posacenere strapieno, una tapparella che cigola perché non è mai stata aggiustata.

L’amore è quello che resta dopo i nostri sbagli. È una lunga serie di imperfezioni a cui ci ripromettiamo sempre di porre rimedio. È lo sforzo, l’intenzione, il tentativo. È l’elenco dei nostri piccoli fallimenti, non quello dei nostri successi. L’amore non è un uomo affidabile, ma un uomo che vorrebbe tanto diventarlo per te.