Non sei sola, non sei sbagliata, sei straniera

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Vivi nel mondo degli uomini, fra le regole degli uomini, e ti hanno fatto credere che è giusto così.

Ti hanno fatto credere che le battute sulle tue tette e le mani sul tuo culo sono divertenti, che sul lavoro meriti uno stipendio più basso e una tredicesima di sensi di colpa.

Ti hanno fatto credere che gli uomini gelosi sono romantici, che quelli possessivi ti amano, che quelli che alzano le mani non possono farne a meno e che il tuo compito è renderli felici e occuparti dei loro bisogni e piaceri.

Ti hanno fatto credere che hai bisogno di essere difesa e accompagnata, che la tua solitudine è oltraggiosa e pericolosa, che la tua forza è nel braccio che hai intorno alle spalle, che il tuo posto è accanto e mezzo passo indietro, la grande donna dietro ogni grande uomo, sogno e aspirazione a misura di femmina.

Ti hanno fatto credere che incisi nel tuo dna ci fossero i doveri delle cinque C, cura, casa, cena, copula e conta su di me. Che non c’è sogno professionale che regga davanti al piacere di far trovare la tavola imbandita a marito e prole. E tu l’hai imbandita quella tavola, li hai strafogati di cibo, e hai anticipato ogni loro bisogno, hai finito per rincorrerli, quei bisogni, quando ti sfuggivano, quando nessuno sembrava più avere bisogno di te e tu non sapevi più come avere bisogno di te stessa, e li hai rincorsi tutti quanti, a suon di telefonate smozzicate e pranzi che nessuno riusciva a finire e menu di cui non importa niente a nessuno e suoceri ingrati e lamentosi su un letto d’ospedale, per inseguire quelle vite a cui hai sacrificato anni e carriera e amicizie pur di essere una donna con la D maiuscola.

Ogni tanto sì, ogni tanto la sentivi, quella vocina che protestava. Ma sei nata nel mondo degli uomini, dove quella vocina è sbagliata, sola e presuntuosa. Così l’hai soffocata e lei è tornata fuori in un labbro stretto fra i denti, nel bisogno di farti male, in qualche bicchiere di vino di troppo, ma sei riuscita comunque a tenerla a bada, seppellendola sotto le cure altrui che ti hanno sempre definita e riscattata davanti agli altri e sotto il piacere dell’approvazione e della soddisfazione altrui. Giù la testa, giù la voce, su le maniche.

Se nasci straniera nel mondo degli uomini, per cercarti davvero dovrai guardare dentro di te. Ma mai troppo a lungo, se non vuoi perderti nel tuo riflesso e scoprire che non sei soltanto sola, sbagliata, arrognante, presuntuosa, viziata, egoista e aggressiva. Sei anche bellissima. E non lo vede nessuno, nel mondo degli uomini. Solo la tua voce che si sente sola e sbagliata. E invece è soltanto straniera.